Non sono solo gli USA che vogliono accumulare bitcoin come riserva della Fed. Anche il Brasile con il RESBit (Reserva Estratégica Soberana de Bitcoin), una proposta di legge presentata al Congresso brasiliano nel 2026, intende autorizzare lo Stato ad accumulare fino a 1 milione di BTC in 5 anni come riserva strategica nazionale.
La proposta di legge che farebbe diventare – se attuata – il Brasile il più grande detentore statale di Bitcoin al mondo, tradotta in numeri si presenta così:
Obbiettivo: | 1.000.000 BTC |
Quota: | ~ 5% di tutti i bitcoin esistenti |
Realizzazione: | Acquisti graduali in 5 anni per evitare shock di prezzo |
In realtà la realizzazione è un po’ più complessa di quanto esposto in tabella. Non si tratta semplicemente di comperare BTC da parte dello Stato. Piuttosto si punta ad una strategia di accumulo graduale che oltre agli acquisti diretti sul mercato preveda anche tasse pagate in Bitcoin trattenute dallo Stato, BTC confiscati non venduti ma accumulati, acquisto di ETF su bitcoin (in caso di necessità di breve periodo), incentivi al mining nazionale. Si tratta quindi di una strategia industriale e monetaria, non un investimento speculativo.
Allo stato attuale il piano non è operativo perché la proposta di legge che deve ancora essere esaminata dalle commissioni parlamentari prima di essere licenziata dal Congresso per poi essere attuata attraverso negoziati e – sperabilmente – accordi con il Banco Central do Brasil, ma è in nuce uno dei più grandi eventi nella (seppur breve) storia del bitcoin che comporterebbe sicuramente una riduzione dell’offerta (fissa) di BTC ed una contemporanea pressione sulla domanda, senza considerare l’effetto imitativo da parte di altri stati che cambierebbe completamente lo scenario internazionale e confinerebbe definitivamente il bitcoin al ruolo di riserva aurea digitale; attenzione: non sequestrabile! E questo non è un punto di poco conto.
Gli obbiettivi dichiarati sono chiari e condivisibili. In termini di sovranità monetaria le riserve di BTC si rivelerebbero utili come protezione dall’inflazione e dalla svalutazione del real oltre a fornire un collaterale naturale per l’emissione del Drex, la CBDC brasiliana (altro progetto interessante).
Ciò detto, smettiamo di sognare e guardiamo in faccia la realtà. A regime lo sappiamo l’offerta di BTC sarà limitata a poco più di 21 milioni di coin ed attualmente ne sono stati minati poco meno di 20 milioni. Come abbiamo detto poc’anzi si tratterebbe quindi di comperare il 5% del mercato. Purtroppo il mercato non è composto di 20 milioni di monete digitali: sono molti meno come da stime che presentiamo nella tabella che segue:
Con il suo piano il Brasile si appresterebbe quindi a comprare metà della liquidità effettivamente disponibile diventando di fatto il mercato del BTC. Si può obbiettare che lo farebbe gradualmente. Rispondiamo quindi con i numeri enunciati dai promotori del piano. Un milione di BTC in 5 anni significa acquistare in media 200k BTC all’anno ovvero circa 550 al giorno quando attualmente ne vengono minati al giorno (e sarà così per i prossimi 2 anni, dopodiché il numero scenderà a 225). Quindi il Brasile si appresterebbe ad acquistare in media più della produzione giornaliera (che non può minare interamente da solo) e quindi dovrà inevitabilmente fare offerte di acquisto agli attuali detentori. Tra questi sappiamo che ci sono: early adopters, fondi (inclusi ETF ma non i prodotti finanziari passivi che replicano l’andamento sinteticamente), le tesorerie aziendali (vedi Strategy) e gli stati (es. USA soprattutto tramite sequestri). Questi soggetti sono Detentori di lungo periodo che non vendono per speculare sull’andamento del prezzo a breve, ma vendono in chiave strategica e quindi attraverso trattative OTC sovrane, accordi diplomatici e swap finanziari. Certamente Il mercato retail non basta.
Con queste premesse ci sono due scenari che rappresentano ben descrivono il rischio macroeconomico di questa situazione: il primo scenario vede un rafforzamento del BTC con conseguente rivalutazione delle riserve ma un indebolimento del real; l’altro scenario vede al contrario un indebolimento del BTC e quindi una significativa perdita di valore delle riserve. È probabilmente per questo che un’operazione del genere non è mai stata realizzata su larga scala, ovvero con le proporzioni proposte nel piano brasiliano. Pensiamo che realisticamente l’operazione si potrà realizzare solo con mining nazionale, confische, accordi con fondi e acquisti OTC (lentissimi). E le tempistiche per realizzare il piano in questo modo non possono essere confinate ad un solo lustro, ma prevedono due o tre sempreché anche altri stati non decidano di seguire l’esempio del Brasile, il che complicherà la situazione a tutto favore dei detentori di BTC a lungo termine.
Disclaimer
Il presente post esprime l’opinione personale dei collaboratori di Custodia Wealth Management che lo hanno redatto. Non si tratta di consigli o raccomandazioni di investimento, di consulenza personalizzata e non deve essere considerato come invito a svolgere transazioni su strumenti finanziari.