Un’importante società di investimenti in vini pregiati, conosciuta come Oeno House, un tempo vantava circa 3.000 clienti e prometteva ritorni a doppia cifra sui capitali investiti. Oggi chiude i battenti nel giro di pochi giorni. Per capire cosa sia successo occorre addentrarsi nel torbido mondo degli investimenti nel vino pregiato, per il quale non esiste alcuna protezione finanziaria quando le cose prendono una brutta piega. Decine di persone, forse centinaia, temono perdite sostanziali dopo che la consociata della Oeno House, la Oenofuture Limited, è finita nei guai, tra lamentele diffuse di cattiva gestione e comunicazione lacunosa, nonché accuse di frode (che devono ancora essere comprovate). Le perdite totali potrebbero ammontare a milioni.
La recente chiusura improvvisa dell’attività ha rivelato un quadro molto più problematico di quanto molti investitori si aspettassero, con un settore che si è trasformato da opportunità di rendimento in una situazione piena di perdite significative. Non è chiaro se il denaro sia immobilizzato in vini che hanno perso gran parte del loro valore o se i proventi delle vendite siano stati spesi quando avrebbero dovuto essere restituiti agli investitori. Allo stesso modo, non è ancora stato stabilito se la società abbia deliberatamente fuorviato gli investitori per un certo periodo di tempo o se abbia semplicemente mancato di adempiere alle proprie responsabilità nei confronti dei clienti dopo essersi trovata in difficoltà.
Nel 2015 la situazione era molto diversa: sull’onda del boom globale degli investimenti nel vino pregiato alimentato dall’Estremo Oriente, Oeno era stata lanciata con la promessa di rendimenti elevati e un servizio personalizzato a 360 gradi. Per lavorare nel settore del vino, è necessario essere presenti in ogni suo aspetto: commercio, investimenti, vendita, consulenza per il collezionismo e comprensione del mercato al dettaglio. Oltre che nel Regno Unito, Oeno era presente in Portogallo, Italia, Spagna, Australia e America. È stata premiata come “Migliore società di investimento vinicolo globale” dalla rivista International Investor Magazine per tre anni consecutivi.
Sebbene le ragioni precise del fallimento di Oeno non siano chiare, un problema di fondo è la natura notoriamente instabile del mercato dei vini pregiati e da collezione, il cui valore è stimato in circa 20 miliardi di sterline in tutto il mondo. Nel Regno Unito, gli investimenti in vini pregiati non sono regolamentati dalla Financial Conduct Authority (FCA), il che significa che c’è meno trasparenza e più rischio di perdere denaro. Se un’azienda fallisce, gli investitori non hanno la protezione che avrebbero se il loro denaro fosse depositato in conti di risparmio.
Il mercato ha registrato un’impennata durante e dopo la crisi finanziaria globale del 2008, quando i tassi di interesse sono crollati e i risparmiatori hanno cercato rendimenti più elevati da attività alternative come vini pregiati, opere d’arte e gioielli. Secondo le stime della FCA, nel 2024 in Gran Bretagna erano 3,4 milioni le persone che detenevano tali investimenti.
Quando le restrizioni legate al Covid sono terminate, il commercio di vini pregiati ha subito una battuta d’arresto a causa dell’aumento dei tassi di interesse, delle preoccupazioni relative al costo della vita e dei timori di una guerra tariffaria. Tra la fine del 2022 e l’autunno del 2025, i prezzi dei vini pregiati sono scesi di circa il 25%, secondo l’indice Liv-ex 100, che traccia le 100 varietà più ricercate (vedi Figura 1).
Figura 1. Liv-ex Fine Wine 100 Index dal 2021 ad oggi. È il punto di riferimento leader nel settore per il monitoraggio dei prezzi dei vini pregiati. Rappresenta l’andamento dei prezzi di 100 dei vini pregiati più ricercati sul mercato secondario.
Anche se da allora i prezzi hanno registrato una leggera ripresa, la pressione è stata avvertita in modo più acuto dai commercianti di vino come Oeno, che si sono espansi rapidamente nei periodi di congiuntura favorevole.
Nel giugno del 2021 c’erano segnali che Oeno potesse riuscire a invertire la rotta. Annunciando il lancio di un nuovo fondo di investimento in vini pregiati e whisky con sede in Portogallo. L’obiettivo era quello di raccogliere inizialmente 20 milioni di euro con un investimento minimo di 50.000 euro e ad ottobre, gli investitori hanno ricevuto una nuova speranza quando è arrivata un’e-mail in cui si diceva che Oeno si stava preparando per un “nuovo capitolo sotto una nuova proprietà e leadership”. Il messaggio diceva che Oeno Group era “destinata a diventare” una consociata interamente controllata da Casa del Fuego Family Office & Trust, una società di investimento internazionale che gestisce oltre 30 miliardi di dollari di asset.
Anche questo è stato tutto fumo negli occhi. Probabilmente Oeno dovrà essere sottoposta ad amministrazione controllata: pare che solo il 20% del vino di proprietà degli investitori sia detenuto in conti individuali ai quali essi possono accedere. Molti degli investitori della società sperano che la City of London Police, che gestisce Report Fraud, avvii un’indagine su Oeno: un aggiornamento da parte delle forze dell’ordine è atteso a breve.
In breve la situazione sembra essere questa:
- 1) La società britannica Oenofuture Limited — collegata al gruppo — è stata chiusa dalle autorità e ora gli investitori non riescono a recuperare i loro soldi o i vini acquistati, né hanno conferme chiare sull’effettiva esistenza delle bottiglie promesse.
- 2) Centinaia di investitori in diversi Paesi hanno riferito di non essere in grado di accedere ai loro portafogli di vini o whiskies, con stime di perdite che superano diversi milioni di euro solo in alcune nazioni (ad esempio oltre 5 milioni di euro in Portogallo).
- 3) I documenti mostrano che solo una piccola parte del vino acquistato dagli investitori risultava effettivamente detenuta in conti individuali; il resto sembrerebbe essere in un unico account gestito direttamente dalla società stessa, creando grossi problemi di tracciabilità e proprietà.
- 4) In molti casi, gli investitori non avevano nemmeno visto fisicamente le bottiglie acquistate, basandosi soltanto su portafogli virtuali o documenti interni.
Ciò premesso ci sembra utile stilare un piccolo vademecum con linee guida utili per investire in questo tipo di asset alternativi con il caveat ovviamente che non si tratta di una consulenza. Di seguito useremo la parola “cliente” o “investitore” in modo intercambiabile e ci riferiamo indifferentemente sia a privati investitori (persone fisiche o aziende) sia a veicoli collettivi di investimento ricomprendendo anche particolari strumenti come i certificati (Actively Managed Certificate e Trackers).
Concetto e natura dell’investimento in vini pregiati
Un investimento in fine wine è considerato un investimento alternativo in un bene tangibile: non è un titolo finanziario, ma una merce reale che può aumentare di valore nel tempo a causa della scarsità dell’offerta, della crescita della domanda globale e dell’affinamento naturale del vino con l’età.
In sintesi:
- 1) Il valore dipende da fattori non correlati ai mercati finanziari tradizionali, come reputazione della cantina, qualità dell’annata, domanda mondiale e conservazione.
- 2) L’orizzonte temporale è di medio-lungo periodo (tipicamente 5+ anni).
Acquisto e titolarità delle bottiglie
Acquisto diretto dal mercato reale
Nel modello trasparente:
- 1) L’investitore acquista bottiglie specifiche (potenzialmente da case d’asta, produttori, mercati en primeur o piattaforme).
- 2) Queste bottiglie vengono immagazzinate in depositi specializzati (spesso magazzini franchi o fiscali) per garantirne conservazione e agevolazioni fiscali (esenzione da IVA e accise fino allo sblocco).
Questa modalità richiede:
- – Documentazione chiara di proprietà delle bottiglie intestata al cliente.
- – Certificati di deposito rilasciati dal magazzino.
- – Tracciabilità tramite sistemi affidabili.
Modello adottato da Oenofuture Limited (al centro dello scandalo)
Secondo le fonti investigative:
- 1) Gli investitori non vedevano mai fisicamente le bottiglie acquistate; i vini erano selezionati da specialisti per loro conto.
- 2) Le bottiglie dovevano essere depositate in magazzini come London City Bond, con vantaggi fiscali.
- 3) Tuttavia, molte di queste bottiglie non risultavano registrate su conti individuali nel nome del cliente e alcune erano apparentemente detenute in un unico account controllato dall’azienda.
- 4) Di conseguenza, i certificati forniti agli investitori erano documenti interni e non prove legali di proprietà: ciò significa che in caso di insolvenza la titolarità effettiva è incerta e difficilmente recuperabile.
Questo tipo di modello manca di segregazione degli asset: cioè client assets (beni dei clienti) non sono separati dagli asset dell’impresa. In caso di fallimento o insolvenza dell’operatore, non vi è garanzia che tali asset possano essere restituiti automaticamente agli investitori.
Ruolo dei custodians e della tracciabilità
Deposito fisico
Nel mercato corretto:
- 1) Il vino è conservato in magazzini specializzati con condizioni controllate di temperatura, umidità, sicurezza e senza vibrazioni, impedendo deterioramenti.
- 2) Il depositario rilascia certificati di proprietà in nome dell’investitore o, in sistemi più avanzati, usa blockchain/NFT per garantire tracciabilità e autenticità.
Prova di proprietà essenziale
Una delle principali lezioni dell’attuale scandalo è che la prova documentale di proprietà delle bottiglie è fondamentale. Senza titoli intestati al cliente, l’investimento diventa subordinato agli equilibri patrimoniali dell’operatore (nel caso specifico Oeno).
Strategie di rendimento e mercato secondario
Apprezzamento naturale
Rarità e scarsità di vini di qualità portano a:
- – Aumento di valore nel tempo grazie alla domanda crescente e all’offerta limitata.
- – Indici di mercato come il Liv-ex Fine Wine 1000 tracciano l’andamento dei prezzi e mostrano performance storiche medie annue interessanti rispetto ad asset tradizionali.
Vendita su mercato secondario
L’investitore può:
- 1) Vendere le bottiglie tramite aste, intermediari del vino o piattaforme specializzate.
- 2) Ottenere liquidità in base alla domanda di quel particolare vino a un determinato momento.
Rischi operativi principali
I principali rischi, evidenziati anche dallo scandalo, includono:
- 1) Mancanza di segregazione dei beni: beni dei clienti non distinti da quelli dell’azienda promotrice dell’investimento.
- 2) Documentazione inadeguata: certificati interni o documenti non legalmente vincolanti.
- 3) Possibile vendita ripetuta degli stessi beni ad investitori diversi (rischio di frode documentale).
- 4) Difficoltà di accesso fisico ai beni: alcuni investitori non sono riusciti a localizzare o verificare l’effettiva esistenza delle loro bottiglie.
Operatività per gli investitori
In termini operativi, un investimento in vino pregiato dovrebbe includere:
- – Garanzia di titolarità intestata al cliente con certificati legalmente validi.
- – Deposito in magazzini fiduciari o in conti segregati.
- – Documentazione trasparente con controllo indipendente della custodia delle bottiglie.
- – Chiara politica di liquidazione o vendita su mercati secondari.
La mancanza di questi elementi costituisce un rischio sostanziale, come evidenziato dall’attuale scandalo legato a Oenofuture Limited.
Disclaimer
Il presente post esprime l’opinione personale dei collaboratori di Custodia Wealth Management che lo hanno redatto. Non si tratta di consigli o raccomandazioni di investimento, di consulenza personalizzata e non deve essere considerato come invito a svolgere transazioni su strumenti finanziari.